20/05/2012
da REPORT: nuovi modi economici
dal Blog di Jacopo Fo su "il fatto".
Nella puntata dedicata all’economia alternativa il team della Gabanelli ci
racconta idee realizzate da gente che vede il mondo da un altro punto di
vista.
Qual è il primo problema dell’economia oggi?
Che non ci sono soldi, le banche non fanno credito e le aziende pagano con
ritardi enormi. E migliaia di imprese falliscono.
Ecco che in Francia, a Nantes, 290 mila abitanti, il comune con la banca
municipale e Massimo Amato, docente della Bocconi, hanno creato un
sistema di compensazione di crediti tra imprese. Cioè chi vende segna
l’incasso su un conto virtuale nella banca municipale. E può
immediatamente usarlo per pagare un’altra azienda. E’ una banca che non
maneggia denaro ma organizza lo scambio di crediti.
Un sistema simile funziona in Svizzera dal 1934, il Wir, una moneta
complementare, emessa da una banca vera, riconosciuta dallo Stato. Il Wir
non dà interessi, non è trasformabile in franchi. Si usa per pagare forniture
di 60 mila aziende che aderiscono al Wir. E queste imprese pagano una
parte del salario ai dipendenti in Wir. E con questi soldi si possono
comprare a prezzo scontato migliaia di prodotti che vengono offerti nelle
fiere del Wir. Infine, ottenere un prestito in Wir è molto più facile. Il giro
d’affari in Wir nel 2011 è stato di più di 3 miliardi di euro, con un utile
netto distribuito agli azionisti di 9 milioni.nicipale e Massimo Amato, docente della Bocconi, hanno creato un sistema di compensazione di crediti tra imprese. Cioè chi vende segna l’incasso su un conto virtuale nella banca municipale. E può
immediatamente usarlo per pagare un’altra azienda. E’ una banca che non
maneggia denaro ma organizza lo scambio di crediti.
Poi ci sono aziende che mettono in bilancio una nuova voce: il Bene Comune. Si tratta di imprenditori che hanno firmato un protocollo che
prevede un impegno a migliorare le condizioni di vita sul territorio e a
offrire ai dipendenti particolari condizioni di lavoro, con una distanza
stabilita tra il salario minimo e quello massimo dei manager, che non può
superare le 20 volte.
Una logica simile a quella del commercio etico. Ci sono ormai milioni di
persone che vogliono acquistare prodotti che non contengono il veleno di
condizioni di lavoro e di vita disumane.
L’idea è che sempre più persone, preferiranno merci che contengono Bene
Pubblico. Una nuova strategia imprenditoriale che punta sull’immagine
globale dell’azienda. Agnelli parlava di Qualità Totale. Poi non l’hanno
fatto. Questi imprenditori stanno alzando l’asticella della Qualità Totale. E
sono migliaia.
So già che qualcuno sta pensando: sono cose di nicchia, non funzionano
sui grandi numeri.
La novità che ci racconta Report è proprio questa: Occupy Wall Street
dice: visto che le banche hanno causato la crisi con la loro ingordigia noi
non vogliamo più mettere i nostri soldi nelle mani di questa gente che poi li
usa per speculare e distruggere l’economia.
Non è un discorso nuovo, lo ripetiamo da anni che voti ogni volta che fai la
spesa.
La novità è che nel giro di poche settimane sono stati ritirati dalle banche
speculative 46 miliardi di dollari!!! Soldi che sono stati trasferiti nelle
banche etiche.
Quando metti insieme 46 miliardi di dollari non sei più un fenomeno di
nicchia.
Una parte di queste aziende è nata dalla disperazione di lavoratori gettati
sul lastrico. Report cita 250 aziende argentine che danno da vivere a 10
mila persone, con salari molto più alti della media, e investono nel
quartiere dove sono situate, creando scuole, spazi culturali, azioni solidali.
Casi del genere ce ne sono migliaia in tutto il mondo.
Ma la terza gamba di questo movimento è la nascita di sistemi energetici
autogestiti.
Intere cittadine tedesche gestiscono direttamente le linee elettriche. Grazie
a particolari contatori presenti in tutte le case segnalano ai cittadini
quando il prezzo è più conveniente (e quindi usi la lavatrice).
Volkswagen sta realizzando un esperimento con 100 mila impianti
domestici che usano il motore di una Polo alimentato a gas che produce
calore e elettricità contemporaneamente. Si prevede di vendere milioni di
queste caldaie nei prossimi anni. Volkswagen non ne avrebbe bisogno visto
che le sue vendite di auto stanno andando a gonfie vele: più 10,5% nel
primo trimestre 2012. Volkswagen paga gli operai il doppio di Fiat e va a
gonfie vele! Ironia della sorte il generatore/caldaia Volkswagen discende da
un’idea Fiat degli anni ’80, il Totem. Non l’hanno capita (Marchionne
grande manager?).
Intanto in Germania stanno organizzandosi per la rivoluzione delle auto
elettriche, un giro d’affari di 200 miliardi di euro. 10 milioni di auto che si
ricaricano di notte quando l’energia costa meno e poi ti permettono di
rivendere l’energia accumulata nelle batterie, nelle ore di punta dei
consumi, dalle 11 alle 15, quando l’energia costa di più e tu sei al lavoro e
quindi non stai usando l’auto.
Usciremo dalla crisi grazie a un movimento che nasce dal basso, dai
consumatori che vogliono comprare un altro modello di sviluppo, da
imprenditori che voglio produrre Bene Comune, dai lavoratori che decidono
di autogestire le aziende, dai cittadini che si consorziano per produrre
energia.
E sono tutte cose che un partito italiano non realizzerà mai per te. Se le
vuoi te le devi costruire.
all'indirizzo più sotto la trascrizione della puntata
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-571e19e3-6925-
4313-acd8-d90453d280c4.html
22:03 Scritto da: poldo571 in nuova economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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nuova economia
INAUGURIAMO UNA NUOVA CATEGORIA DI POST DENOMINATA "NUOVA ECONOMIA"
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro le stanze da pastiglie trasformate,
dentro alle nuvole di fumo nel mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell'estate dio è morto...
Francesco Guccini “Dio è morto” 1965
“Nuovi tempi: verso quale economia” questo il titolo dell’iniziativa organizzata dalle Parrocchie di Passirano e Monterotondo, dal Comitato Salute e ambiente, dalla Tavola della Pace e dalla Casa di Accoglienza con patrocinio del Comune di Passirano. I tre incontri si sono svolti presso il teatro comunale nelle seguenti date: venerdì 24 febbraio “L’economia del creato” con don Gabriele Scalmana- responsabile diocesano Pastorale del creato; venerdì 23 marzo “commerci delle armi ed economia” con don Fabio Corazzina- Commissione nazionale di Pax Christi, parroco si S. Maria in silva a Brescia; venerdì 20 aprile “economia e nuovi stili di vita” con Fausto Piazza funzionario università di Brescia e comitato di redazione di “Missione oggi”.
Dopo la caduta del muro di Berlino e il conseguente crollo dei sistemi comunisti, il sistema capitalistico, con le sue molte varianti, è rimasto l’unico modo per produrre merci e servizi in uso pressoché in tutto il mondo compresa la Cina. Questo sistema ha in sé una serie di contraddizioni che possono portare a situazioni catastrofiche se non opportunamente corrette. Elenchiamo le tre situazioni che le raggruppano e le sintetizzano:
-Si consumano territorio e materie prime al un ritmo tale che presto si esauriranno
-La differenza fra i più ricchi ed i più poveri continuano ad aumentare
-Il denaro non è il mezzo per lo scambio, ma diventa il fine
All’interno di queste tre frasi vi è l’essenza della fase economica che stiamo vivendo con una aggravante: non ci rendiamo conto di cosa stiamo facendo e dove stiamo andando.
Alcuni flash per evidenziare la situazione
La situazione della produzione e della vendita di armi nel mondo. Negli ultimi anni si sono vendute armi per circa 1700 miliardi di dollari all’anno (1300 miliardi di euro, quasi il PIL annuale italiano), dove i maggiori produttori sono le nazioni più ricche (Stati uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia), mentre tra i maggiori compratori spesso ci sono le nazioni più povere. Nella Grecia al collasso non si rinuncia ad acquistare armi, mentre nell’Italia della crisi la spesa per gli F35 non si cancella (è come dire che l’aumento delle tasse serve anche per pagare questi aerei: un F35 costa oltre 100 milioni di euro).
Circa 8 milioni di persone (la maggior parte bambini) muoiono di fame in un anno (la maggior parte in Africa). Circa 800 milioni di abitanti del pianeta soffre la fame cronica. Spesso le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per diventare autosufficienti: semi di qualità, attrezzi agricoli, accesso all’acqua. Nella nostra pianura Padana la monocoltura del granoturco serve quasi esclusivamente per alimentare animali per produrre carne e latte.
Secondo l’ultimo censimento ci sono quasi 5 milioni di appartamenti non abitati o sfitti, mentre 70.000 famiglie vivono in baracche o roulotte. Da questo punto di vista inutile urbanizzare ulteriormente consumando terreno spesso coltivabile.
Nella finanziarizzazione dell’economia il fine è quello di guadagnare la maggior quantità di denaro possibile senza verificare le ricadute sociali ed ecologiche. In questa ottica si pongono gli spostamenti delle aziende in nazioni dove i diritti dei lavoratori e le tutele dell’ambiente sono minori.
Il modello consumistico è organizzato per farci comperare continuamente nuove merci, spesso di bassa qualità, che velocemente vengono scartate e fatte diventare rifiuti. Il frutto del nostro lavoro serve per alimentare questa catena che ha come fine ultimo l’arricchimento di pochi e la distruzione dell’ambiente.
In un mondo dove le decisioni vengono prese molto lontano da noi, cosa possiamo fare? Questa è la domanda che è sempre stata rivolta ai relatori. Le risposte sono state simile anche se con sfumature diverse. La prima cosa da fare è impegnarsi, anche con piccole azioni. Noi siamo cittadini che votano e che possono chiedere, a chi si presenta alle elezioni, azioni concrete per una politica che decida e non lasci decidere agli imperi finanziari. Siamo cittadini che comperano e quindi possiamo scegliere produzioni socialmente ed ecologicamente sostenibili. I Gruppi di acquisto solidale svolgono un importane ruolo in questo senso.
Ricordiamo infine le 8 R che Serge Latouche (teorico della “decrescita felice”)propone per cambiare salvare il mondo dal collasso
1) Rivalutare. Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono esser cambiati. L’altruismo dovrà prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioè suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.
2) Ricontestualizzare. Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa è vissuta, così da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico.L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.
3) Ristrutturare. Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, così da orientarli verso una società di decrescita. Quanto più questa ristrutturazione sarà radicale, tanto più il carattere sistemico dei valori dominanti verrà sradicato.
4) Rilocalizzare. Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).
5) Ridistribuire. Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di più”.
6) Ridurre. Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari ad un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1 kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanità resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.
7) Riutilizzare. Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziché gettarli in una discarica, superando così l’ossessione, funzionale alla società dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.
8) Riciclare. Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attività.
21:40 Scritto da: poldo571 in nuova economia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12/05/2012
stalci dalle delibere di fine aprile 2012
STRALCI DALLE ULTIME DELIBERE (FINE APRILE 2012). I TESTI COMPLETI SONO SUL SITO DEL COMUNE DI PASSIRANO
PARCHEGGIO DI 100 AUTO PRESSO IL CASELLO AUTOSTRADALE
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Numero 16 del 26-04-2012
ADOZIONE PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA, IN VIA S.
ANTONIO, IN VARIANTE AL VIGENTE PGT, AI SENSI DELL'ART.
14 DELLA L.R. 12/2005 - PROPONENTE MARCHINA MARINO SPA
Dato atto che:
- in data 31.03.2011, prot. 0004254, la società MARCHINA MARINO spa, con
impegno unilaterale d’obbligo esprimeva l’intenzione di attivare una variante
urbanistica al Piano dei Servizi e al Piano delle Regole, per realizzare un fabbricato
produttivo, con l’impegno a cedere le aree per realizzare il “parcheggio di
accoglienza” in prossimità del casello autostradale e a finanziare le spese tecniche
necessarie per la predisposizione della variante urbanistica;
- con nota del 28.04.2011, prot. 5384, l’Amministrazione Comunale ha espresso un
parere di massima favorevole in merito alle sopraesposte intenzioni;
Considerato che:
la società MARCHINA MARINO spa si impegnerà a costruire e cedere al Comune di Passirano, quale standard di qualità aggiuntivo del Piano Attuativo il parcheggio
pubblico di accoglienza sviluppato su una superficie di 3.000 mq, superiore quindi
alle disposizioni vigenti (72% della slp corrispondente a 2.880 mq), avente tuttavia
un configurazione parzialmente diversa da quella riportata nella previsione del
PGT;
Atteso che la variante proposta consentirà all’Amministrazione Comunale il
raggiungimento degli obiettivi di interesse pubblico indicati dal vigente PGT e in
particolare la realizzazione del parcheggio pubblico di accoglienza, di circa 100 posti,
in prossimità del casello autostradale;
NUOVA FARMACIA A CAMIGNONE: SARA’ COMUNALE?
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
Numero 51 del 02-05-2012
ISTITUZIONE NUOVA SEDE FARMACEUTICA IN BASE AI
PARAMETRI DEMOGRAFICI STABILITI DALLA L. 27/2012
Premesso che:
· il Comune di Passirano, alla data del 31.12.2010, sulla base dei dati ISTAT, conta
una popolazione residente pari a 7.191 abitanti e nel territorio comunale è attualmente
presente una sola farmacia ubicata in via Garibaldi, nel capoluogo;
· la densità demografica del Comune di Passirano consente nel territorio la presenza
di una ulteriore farmacia da ubicare in luogo idoneo;
Ritenuto opportuno individuare ai sensi dell’art.11 del D.L. 24.01.2012 n.1 un’area per
accogliere una nuova farmacia al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio e
garantire l’accessibilità al servizio farmaceutico anche alle frazioni più popolate del
comune, nel pieno rispetto della normativa urbanistica riconosciuta dall’Ente;
Visto lo schema proposto dal Sindaco per condividere l’individuazione dell’area nella
quale collocare la nuova farmacia tra le frazioni del comune, sottoposto alla verifica
dell’Azienda ASL di Brescia, Dipartimento Cure Primarie, nella riunione del 16 aprile
2012, e dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia, nella successiva riunione
del 20 aprile 2012;
Considerato che dai colloqui è emerso come l’area ottimale per l’ubicazione della
nuova sede farmaceutica comprenda la frazione di Camignone, ambito densamente
popolato che conta 2.152 abitanti al 31.12.2011, inoltre l’area è posta nella zona a nord
del territorio comunale caratterizzato da buona accessibilità e viabilità sia comunale
che sovraordinata in quanto è attraversata dalla ex strada statale 510 Sebina Orientale
(SS-510), ora strada provinciale BS-510 Sebina Orientale (SP-BS-510), come da
allegata planimetria, “Allegato A” depositata presso gli organi di cui sopra;
NUOVA RESPONSABILE UFFICIO TRIBUTI (MA LA RESPONSABILE PRECEDENTE CHE FINE HA FATTO?)
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
Numero 53 del 02-05-2012
ORGANIZZAZIONE - TRASFERIMENTO IN ENTRATA DI UN
DIPENDENTE DI CATEGORIA D3
premesso che:
· con deliberazione 8 febbraio 2012 numero 17, la giunta comunale avviava un
processo di rivisitazione della struttura burocratica e di “sostituzione del vertice
dell’Area Finanziaria, possibilmente con una figura esterna” con attitudine al problem
solving ed alla valorizzazione dei collaboratori, dotata di capacità di relazione e visione
di insieme;
premesso inoltre che:
· con decreto numero 5 del 9 febbraio 2012 il Sindaco, in esecuzione della suddetta
deliberazione 17/2012, ha affidato al Segretario comunale la direzione dell’area
finanziaria;
· il 20 febbraio 2012, il Segretario ha avviato la “verifica preliminare delle disponibilità
a coprire il ruolo di responsabile dell’Area Finanziaria” pubblicando il relativo avviso
(protocollo 1952);
· al termine della “verifica preliminare” il Segretario ha individuato la Dottoressa
Sabrina Zanardelli (categoria D3, posizione economica D3), responsabile dell’ufficio
regioneria-tributi del comune di Palazzolo sull’Oglio (già responsabile dell’ufficio tributi
del comune di Sarezzo), quale candidato ideale a ricoprire il ruolo richiesto;
· il 26 marzo 2012 con nota protocollo numero 3443, il Segretario ha richiesto al
comune di Palazzolo il consenso alla cessione del contratto individuale di lavoro della
Dottoressa Zanardelli ex articolo 30 del decreto legislativo 165/2001;
· tempestivamente (29 marzo 2012 protocollo 3621), il comune di Palazzolo ha
concesso il “nulla osta” al trasferimento con decorrenza 1° giugno 2012;
UNA DIPENDENTE FA RICORSO CONTRO IL COMUNE (MA E’ UNA EX DIPENDENTE?)
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
Numero 55 del 02-05-2012
AUTORIZZAZIONE A COSTITUIRSI E RESISTERE IN GIUDIZIO
CONTRO IL RICORSO EX ART. 414 DEL C.P.C. A CURA
DELL'AVV.TO ENRICO BARTOLINI (AGLI ATTI 19 APRILE 2012
PROT. N. 4518)
premesso che:
· in data 19 aprile 2012 (agli atti protocollo numero 4518 del 19/04/2012), a mezzo
posta, l’Avvocato Enrico Bartolini con studio in Brescia notificava al Comune di
Passirano Atto di Ricorso innanzi all’Eccellentissimo Tribunale di Brescia, Sezione
Lavoro, in rappresentanza della sig.ra M. F.;
· con tale ricorso, per le motivazioni in esso riportate, l’attore intende ottenere
“dichiarazione di illegittimità del comportamento del Comune convenuto e conseguente
risarcimento dei danni subiti dalla ricorrente (…ecc.)” ;
DELIBERA
1. di autorizzare il Sindaco a resistere avverso l’Atto di Ricorso (agli atti protocollo
numero 4518 del 19 aprile 2012) innanzi all’Eccellentissimo Tribunale di Brescia,
Sezione Lavoro, notificato dall’Avvocato Enrico Bartolini del foro di Brescia in
rappresentanza della Sig.ra F.M;
2. di conferire formale mandato all’Avvocato l’Avvocato Domenico Bezzi, con
studio in Via Diaz n. 13/C a Brescia, ad assistere e rappresentare il comune, nella
persona del Sindaco, durante lo svolgimento del procedimento giudiziario di cui al
punto precedente;
3. di dare atto che l’uso delle abbreviazioni nella presente (F.M.) è giustificato
dalla volontà di tutelare il diritto alla riservatezza dei soggetti interessati (d.lgs 30
giugno 2003, numero 196 e s.m.i.);
4. di dare atto che sulla proposta, della presente deliberazione, sono stati
preventivamente acquisiti i pareri favorevoli, in ordine alla regolarità tecnica ed in
ordine alla regolarità contabile, espressi dai responsabili competenti (articolo 49,
comma 1, del TUEL);
5. di impegnare già in questa sede (visto il divieto di aggravare il procedimento di
cui al comma 2, dell’articolo 1, della legge 7 agosto 1990, numero 241 e s.m.i. e come
ammesso dall’Osservatorio Finanza e Contabilità degli Enti Locali per le materie di
esclusiva competenza dell’organo deliberante) la somma di euro 1.900,00=
all’intervento 1090108 cap. 1612 cod. Siope 1802 “Altri oneri straordinari della gestione
corrente” del Bilancio 2012 in corso di approvazione, per far fronte alle prime spese
legali.
Inoltre, la Giunta Comunale, valutata l’urgenza imposta dalla volontà di concludere
tempestivamente il procedimento con ulteriore votazione, all’unanimità
23:05 Scritto da: poldo571 in delibere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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